Martedì, 21 Maggio 2019 09:54

l'intervento della delegazione Avis Piemonte all'Assemblea Generale di Riccione del 17-19 maggio

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A giugno dello scorso anno, un Gruppo di Regionali in Assemblea Nazionale ed in seguito una parte dei Consiglieri Nazionali, chiedevano il cambio di Presidente per una “discontinuità con il passato” senza capire di che discontinuità si trattasse perché al di là della ricandidatura a Presidente del Consigliere Nazionale Giampietro Briola, non erano stati diffusi documenti che chiarissero di cosa si trattasse questa discontinuità: dopo un duro Consiglio Nazionale, Giampietro Briola veniva eletto Presidente Nazionale per un voto, e nel nuovo Esecutivo Nazionale, continuavano a sedere tre componenti dell’Esecutivo precedente. Alice Simonetti, il Vice Presidente Vicario Micael Tizza ed il Tesoriere, Giorgio Dulio.  

 

Da allora ad oggi, in questo anno, non abbiamo visto un “cambiamento di marcia” ed anzi ci saremmo aspettati una ricomposizione delle fratture che invece in certi aspetti sono aumentate, un cambiamento di linea, una nuova politica associativa costruita insieme, ed invece nulla di tutto questo.

A leggere la relazione del Presidente (non del Consiglio, in quanto mai presentata e discussa in direttivo) è in parte un’elencazione di problemi senza dare soluzioni, mentre nella parte dei rapporti istituzionali ci sembra il lupo che ulula alla luna per rivendicare la sua ombra.

Ad inasprire le contrapposizioni ci ha pensato l’Esecutivo nazionale quando ha ritenuto di modificare la pianta organica dei dipendenti senza fare il legittimo passaggio in Consiglio Nazionale, per cui non è corretto quanto riporta la relazione che questa riorganizzazione è stata portata “in Esecutivo secondo quanto annunciato nelle linee di Programma approvate dal Consiglio”: ad oggi sappiamo solo che l’Esecutivo su proposta del Segretario Fiore ha approvato il licenziamento del Coordinatore e di un impiegato amministrativo, senza preavviso, informando successivamente i Consiglieri Nazionali con una lettera firmata congiuntamente dal Presidente Briola e dal Segretario Fiore, comportamenti che non succedono neppure nelle SpA, pensate voi se devono succedere in una Organizzazione di Volontariato.

A tal fine, noi disapproviamo i metodi ed i modi, oltre alla motivazione in quanto siamo contrari ad una eccessiva esternalizzazione dei servizi e delle competenze, alcune delle quali, strategiche, che impediscono di fatto un controllo da parte degli Associati.

I rapporti istituzionali sono inesistenti: non è stata sfruttata la Presidenza di turno del Civis, sono stati decantati i rapporti con il Forum del Terzo Settore è l’incontro avuto in CN con la Portavoce Fiaschi non è stato affatto positivo, arrivando a dire da parte di quest’ultima che “nel Forum si entra come si può uscire” nella scena muta del Presidente, ed infatti noi in Piemonte abbiamo accolto l’invito ad uscirne, come altre Avis Regionali, anche perché non abbiamo ravvisato negli anni tutta questa volontà di collaborazione.

In un punto di autoesaltazione, si cita il decreto del 22 Marzo con il quale è stato inserito il Presidente nel Consiglio Nazionale del Terzo Settore come supplente e per questo non c’è niente da festeggiare in quanto è uno smacco per Avis, per la sua storia e per i suoi numeri, mentre la riconferma della Presidenza della Commissione Sanità per il Consigliere Aguzzoni (abbiamo appreso la sua designazione dalla relazione) è una scatola vuota in quanto tale Commissione non si è mai riunita.

In merito ai Progetti di Cooperazione internazionale, siamo molto lieti del Progetti di Avis in America del Sud, e il Piemonte propone di inserire anche Progetto con l’MDA per la fornitura di sangue alle popolazioni di Israele e Palestina e su questo punto il Presidente Nazionale si è impegnato alla nostra Assemblea Regionale…speriamo non siano promesse da marinaio.

Sul Centro Studi abbiamo appreso delle nomine di Franchi e Colamartino, ma non sappiamo ancora cosa l’Esecutivo voglia fare e non è mai stato fatto un passaggio in Consiglio Nazionale se non la sua frettolosa approvazione, mentre il Progetto Sian ci sembra un libro dei sogni, difficile da attuare, e con costi che non sono stati esplicitati.

Per quanto riguarda la Comunicazione è sempre stato un tasto dolente in quanto – anche nel pregresso – si è speso molto con esiti non verificabili, mentre nella relazione del Presidente si propone cosa fare l’anno prossimo, così da evitare di dire che nel 2018 non si è fatto nulla, mentre vengono elencate le campagne fatte dai Precedenti Esecutivi: giustamente a seguito del Comunicato del CNS sulla mancanza di ricambio donativo nei giovani, il Presidente Briola ha approvato ma ci aspettavamo che partisse subito una Campagna di comunicazione rivolta alle fasce giovanili per motivarle alla donazione ed all’impegno nel volontariato del sangue.

Riteniamo soddisfacente (non da ora) l’impegno di Avis per il Servizio Civile Nazionale, mentre vorremmo fare un plauso sull’impegno di Avis in Protezione Civile avendo fatto chiarezza su ruoli e metodi, e per avere recentemente approvato il nuovo Regolamento di Avis Protezione Civile

Sono stati elencati tutti i protocolli d’intesa, per la maggior parte fatti con la passata Presidenza richiamando tuttavia l’esigenza di darci un metodo: fare solo protocolli d’intesa con partner strategici per Avis e dissentendo su scelte che impegnano finanziariamente le Avis di base (come è avvenuto nel recente caso del Protocollo con la Polizia di Stato), proponiamo di condividere in futuro prima della firma, le bozze dell’articolato con il Consiglio Nazionale e con le Avis Regionali , per evitare di dover subire dalla base protocolli che non raccolgono il nostro favore.

Non si è fatto cenno alla Consulta dei Presidenti che andrebbe meglio regolamentata, con la convocazione accompagnata dall’o.d.g. la discussione su tali punti e la redazione di un verbale, mentre spesso si comunicano cose per vederle poi date come approvate in altri ambiti.

Non è questa la strada corretta da percorrere.

Non si fa cenno alla ristrutturazione della Sede Nazionale, mentre vogliamo richiamare Avis Nazionale ad una gestione più parsimoniosa , in quanto da un lato vediamo quasi raddoppiati i rimborsi e le spese in talune aree, per cui, potendo risparmiare ancora sulle uscite, anche nell’organizzazione dei consigli nazionali e ritornando a costi accettabili, si potrebbe anche ragionare su un riposizionamento delle risorse disponibili risultanti dall’esame del patrimonio nazionale rivedendo a titolo esemplificativo l’entità delle quote associative o dare parte degli avanzi a quelle piccole Sezioni sparse nella nostra bella Italia, che faticano ad andare avanti ed organizzare la vita associativa.

Sui grandi temi dell’anno trascorso

La riforma del Terzo Settore

La bozza del Testo di Riforma del Terzo Settore ha visto il suo epilogo ed il 3 Luglio 2017 è stato emanato il Decreto Legislativo n. 117 “Codice del Terzo Settore, a norma dell’art. 1, comma 2, lettera b) della legge 6 Giugno 2016, n. 106” pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 2 Agosto 2017 e se come si dice, “il buongiorno si vede dal mattino”, il titolo dato al Decreto è uno specchio di quanto contenuto nella norma che è farraginosa, non agevole, che riordina ma non semplifica, lascia grande spazio ad interpretazione e non è per nulla chiara.

Era stata molto enfatizzata dal Governo ma penso che abbia deluso un po’ tutti, tant’è che in campagna elettorale non se n’è parlato ed il suo iter sta andando avanti nel silenzio.

Abbiamo sempre detto che non si poteva mettere sullo stesso piano gli Enti del Terzo Settore ed il Volontariato, perché sono due settori molto diversi e con esigenze diverse ed il volontariato non ha nulla a che fare con l’economia sociale perché deve affiancare e non sostituire l’Ente Locale e/o le Istituzioni.

La recente polemica sull’aumento dell’imposta IRES per “il Volontariato” ha contribuito a fare confusione in quanto il Volontariato non paga l’IRERS ma gli enti commerciali Non Profit e tutto ciò dimostra che la presenza del Volontariato nel Terzo Settore ed in questa riforma è fuori luogo.

L’Avis a livello nazionale è stata fuori da ogni discussione e per usare un termine calcistico, “non ha toccato palla”.

Avevamo proposto alla Presidenza Nazionale un workshop di due giorni da tenersi a Giugno o settembre sul tema per proporre un documento unitario al Governo facendo presente le nostre istanze, senza però ricevere un parere.

Abbiamo sempre detto che quando non vi è una posizione univoca, si lascia spazio ad idee fantasiose come quella di trasformare i Centri di Raccolta associativi in Impresa Sociale, quando l’allora Presidente Nazionale Saturni al Convegno sul Terzo Settore organizzato dalla nostra Avis Regionale a Torino, aveva chiesto ed ottenuto, grazie all’intervento determinante del Senatore Lepri, di escludere la raccolta del sangue proprio alle Imprese Sociali al fine di evitare l’ingresso delle Industrie farmaceutiche!

Considerando che i partiti che oggi sono al Governo (Movimento 5 Stelle e Lega) non avevano votato la Legge di Riordino del Terzo Settore mentre altri hanno ricorso in merito alla sua legittimità alla Corte Costituzionale (Regioni Lombardia e Veneto a trazione leghista), ci aspettavamo uno stop a questa legge che non è avvenuto, anche se il Governo ha sostanzialmente bloccato i decreti attuativi, per cui si è in mezzo ad un limbo anche perché ad oggi mancano ancora quarantuno decreti.

Visto il silenzio della Sede Nazionale, è intenzione della nostra Avis Regionale di creare una rete di relazioni tese a far uscire il Volontariato da questa legge di riordino, che è il punto essenziale.

Se i cardini del volontariato sono la gratuità e il dono, cosa ci accomuna a Cooperative e Imprese sociali che fatturano cifre esorbitanti per un ente Non Profit?            

Statuto Associativo

Questo statuto di Avis Nazionale non ci piace e va cambiato: non per ripercorrere la nostra storia ma per continuare a dare un senso alla nostra storia.

Negli anni passati eravamo i soli a chiedere la revisione dello Statuto ed ora sono in molti, non solo per adattarlo alla nuova disciplina del Codice del Terzo Settore, le cui modifiche sono state fatte, ma ancor più perchè va adattato e corretto in quelle parti che in tutti questi anni si sono manifestate lacunose o poco chiare.

All’Assemblea Nazionale che si è tenuta in Milano il 12 Gennaio u.s. è stato approvato il nuovo Statuto di Avis Nazionale adeguandolo unicamente alla normativa non senza tanti mal di pancia ed ora e con disposizioni impartite dalla Segreteria Nazionale non sempre lucide e corrette.  

Ci auguriamo si possa arrivare ad una sua modifica seriamente e serenamente, anche se sono sentimenti ed auspici che pare vengano a mancare in questi periodi tra la Sede Nazionale e le Sedi Regionali.

La riorganizzazione del sistema trasfusionale ed il nostro impegno donativo

L’integrazione tra pubblico e associazioni ha prodotto nella nostra Regione negli anni risultati molto positivi in termini di efficacia sanitaria, rispondenza alla mission del SSN pubblico ed efficienza economica, valorizzando così il ruolo sia pubblico sia associativo e valorizzando in particolare il fondamentale ruolo etico e civile, della donazione volontaria, non remunerata e responsabile.

Oggi, nella realtà piemontese, come peraltro crediamo in tutto il Paese, la scarsa disponibilità di Medici Trasfusionisti mette in crisi tutto il Sistema Trasfusionale e quindi anche la raccolta associativa.

Anche l’aspetto economico relativo al rimborso dei costi di raccolta necessita di una sollecita rivisitazione: le quote attuali sono ben lontane dal coprire la spesa effettiva.

Tra le criticità che continuiamo ad evidenziare vi è inoltre senza dubbio la incompleta utilizzazione dell’offerta donazionale complessiva delle diverse aree della nostra Regione a causa delle “ristrettezze” economiche e in termini di risorse umane dei Servizi Trasfusionali, che ha portato a programmare un minor contributo del Piemonte alla compensazione nazionale.

Condividiamo certamente la necessità di impegno sempre maggiore nelle azioni di reclutamento e fidelizzazione dei nostri donatori ma, al tempo stesso, auspichiamo che le suddette criticità riferite alle risorse umane e finanziarie, possano trovare sollecitamente spazio di discussione e di approfondimento nei luoghi istituzionali a ciò deputati al fine di assicurare la tenuta del sistema, oggi seriamente minacciato.

Se il problema è ormai comune a tutte le grandi realtà regionali: cosa possiamo fare insieme?

Il Presidente Briola concludeva la sua relazione affermando che:

“E’ la volontà di essere parte di un Progetto e di un disegno comune. E’ la consapevolezza che vinciamo insieme e uniti, costruendo nella serenità e nel dialogo”  

Per fare questo, bisogna ritrovare il desiderio dello stare insieme e non solo da una parte, rispettando le persone ed i regolamenti, e per far ciò non bisogna fare le nomine senza portarle in Esecutivo e Consiglio Nazionale, diminuendo gli spazi di discussione in Consigli Nazionali molto festaioli ma nei quali si riduce lo spazio di discussione, mentre per Progettare insieme una Grande Avis, è importante non solo sentire, ma ascoltare le proposte di tutti, magari scontrandoci, ma sui problemi e sulle soluzioni, non sulle appartenenze.

Ed allora caro Presidente, avendo ricordato in un altro passo della Tua relazione Don Luigi Ciotti che è piemontese, io voglio ricambiarti la gentilezza, ricordando un tuo conterraneo a me caro, Mino Martinazzoli, di Orzinovi come te, il quale in un bel discorso alla Camera dei deputati del 18 Febbraio 1987 ebbe a dire che “la forza non è nell’escludere, ma nel comporre e nel risolvere. E questa è la sollecitazione che Ti propongo. Non siamo né reattivi, né disperati. Ma siamo ansiosi. Non della nostra sorte, che è affidata alla nostra intelligenza, ma della sorte del Paese (nel nostro caso dell’Avis). Occorre ora, subito, un tempo della chiarezza che metta fine all’alternanza dei giorni luminosi e dei giorni sibillini”.

Oggi, in questa Assemblea, va cambiato passo, va invertita la rotta, costruendo il nuovo sulla solidarietà e sul bene, perché l’astuzia non è illimitata, magari con la regia di qualcun altro.

Non ravvisando questo cambiamento di rotta, siamo costretti a non votare il bilancio, non per una motivazione tecnica, ma per esprimere una valutazione politica su questo vostro modo di comportarvi.

Giorgio Groppo

Presidente Regionale Avis Piemonte

Per la delegazione piemontese

 

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