Martedì, 22 Marzo 2016 14:16

“La donazione di sangue è gratuita”

le associazioni correggono il Ministero su retribuzione anche per i donatori non idonei e gratuità delle donazioni

Il Ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, ha firmato un decreto interministeriale per garantire la retribuzione e la contribuzione figurativa anche a quei donatori di sangue e di emocomponenti ai quali il medico del servizio trasfusionale abbia certificato la non idoneità alla donazione.

Il provvedimento, preso d’intesa con il Mef, serve ad incentivare la promozione della donazione di sangue e per venire incontro a quei cittadini che, pur ispirati dal valore della volontarietà e gratuità, vengano riconosciuti inidonei alla donazione.

 Si è così concluso l’iter previsto dall’articolo 8, comma 2, della legge 21 ottobre 2005, n. 219, con cui sono disciplinate le modalità attraverso le quali i lavoratori dipendenti, ovvero interessati dalle tipologie contrattuali di cui al decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276, possono accedere alla garanzia a carico dello Stato che consente loro di vedersi riconosciuta la retribuzione e la contribuzione figurativa, nel caso in cui il medico del servizio trasfusionale certifichi la non idoneità alla donazione.

Per le finalità del decreto sono stanziate risorse pari a 406 mila euro per anno.

Data di pubblicazione: 16 novembre 2015, ultimo aggiornamento 16 novembre 2015

http://www.trovanorme.salute.gov.it/norme/dettaglioAtto?id=54360

Un comunicato che rischia di fare confusione rispetto al tema della gratuità della donazione, che è uno dei capisaldi del sistema sangue italiano. E che ha provocato una levata di scudi da parte delle associazioni e del Centro Nazionale Sangue che sono intervenuti per chiarirne i contorni.

“In Italia la donazione di sangue e emocomponenti è volontaria, anonima, gratuita e i donatori di sangue non sono remunerati in alcun modo” sottolineano il direttore del Centro Nazionale Sangue, Giancarlo Maria Liumbruno, e i presidenti nazionali delle Associazioni e Federazioni di donatori di sangue riunite nel CIVIS (Avis, Fidas, Fratres e Croce Rossa Italiana).

Per evitare “spiacevoli fraintendimenti in merito”, nel contro-comunicato si specifica che “la retribuzione non è da intendersi quale remunerazione a favore del volontario donatore, ma come retribuzione della giornata lavorativa a carico del sistema previdenziale. Come previsto dalla Legge 219 del 2005, si tratta di uno strumento creato per non pesare sul datore di lavoro in caso di assenza del lavoratore per la donazione di sangue, oltre che per facilitare la donazione di sangue e emocomponenti da parte del lavoratore dipendente, al fine di garantire l’autosufficienza”.

 

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