Lunedì, 27 Giugno 2016 11:58

Corso di Formazione AVIS Regionale Piemonte

La gestione efficace di una sezione nel quadro della normativa di settore

Bardonecchia 18-19 giugno 2016

Per guidare le attività di una comunale, occorrono oltre al “semplice” buon senso, preparazione e consapevolezza. L’Avis è infatti un’associazione complessa che opera in un quadro normativo, amministrativo, sociale ugualmente complesso. E’ quanto ha confermato il corso di formazione regionale che, a Bardonecchia, ha coinvolto più di 80 partecipanti.

Anche nei contenuti del corso, lo sguardo rivolto all’interno dell’associazione e alla sua storia si è incrociato con il confronto con la realtà esterna.

 

Il corso si è aperto con il video testimonianza di Matteo Zorzi, past president di AVIS dal 1979 al 1987, che ha ricordato il suo percorso personale di medico prima e poi di dirigente associativo. Commovente, nel ricordo di momenti difficili trascorsi, il richiamo al sostegno avuto da tutti e in particolare dei propri famigliari ma anche importante il suo preciso messaggio “Il cuore dell’Avis è l’Avis di base”.

L’intervento del Presidente Nazionale Saturni ha fornito una disamina molto articolata degli organi direttivi Avis e delle responsabilità affidate a ciascuno di essi. Ciascun organo opera al proprio livello di competenza, pur rispettando scelte e indirizzi superiori; la complessità organizzativa di una associazione di associazioni, risulta però spesso poco comprensibile dai nostri interlocutori esterni.  

La relazione del tesoriere nazionale e past president Avis Piemonte Giorgio Dulio si è collegata con quella di Saturni approfondendo in particolare il quadro delle 4 tipologie di responsabilità, civile, penale, fiscale e amministrativa, in capo agli organi dell’Avis e, in parte, dei singoli dirigenti. Ne è emersa la necessità di operare con l’attenzione “del buon padre di famiglia” ma anche di adottare le modalità organizzative, come l’acquisizione della personalità giuridica, che possono almeno separare dal punto di vista patrimoniale le singole comunali dai dirigenti.

Il quadro si è ampliato nel pomeriggio con la disamina, da parte del Presidente Avis Piemonte Giorgio Groppo, dei quadro legislativo in cui si muove l’Avis con particolare riferimento alla Legge 266/91 prima e poi alla recente legge di riforma del 3° settore. Groppo ha evidenziato alcuni elementi positivi della riforma, come la armonizzazione delle diverse discipline in precedenza esistenti per le diverse tipologie di associazione, ma anche il rischio di un appiattimento delle individualità e specificità. In ogni caso, saranno i decreti attuativi a marcare in senso più o meno positivo la legge.

Il Vice Presidente Nazionale Argentoni partendo dal ricordare come lo statuto Avis preveda di promuovere e partecipare a programmi di cooperazione internazionale, ha presentato in modo articolato i rapporti internazionali e i progetti di cooperazione Avis,  in particolare le 4 esperienze più qualificanti, che coinvolgono l’Argentina, altri paesi dell’America latina e la partnership “adriatica”. Argentoni ha anche ricordato lo sforzo dell’Avis di far riconoscere a livello internazione il valore della donazione gratuita e anonima.

L’intervento della Prof.ssa Rosa Chianese, Responsabile del Centro Regionale di Coordinamento e Compensazione ha efficacemente illustrato il quadro di contenuti e obiettivi del recente Accordo Stato Regioni. L’accordo ha definito le modalità, impegni e tempistiche di definizione delle convenzioni fra gli enti pubblici e le associazioni che assicurano la raccolta del sangue. Oltre a mirare alla compatibilità finanziaria, l’accordo ha come cardini la programmazione, la promozione e la tutela sicurezza della raccolta. In conseguenza, l’allegato 2 dell’accordo ha anche definito la revisione delle tariffe per le donazioni di sangue unificate a livello nazionale.

La giornata si è chiusa con il racconto della esperienza dell’Avis Toscana, da parte del Vice Presidente regionale Franchi che, partendo dal “meteo del sangue”, ha evidenziato la efficacia di sistemi di monitoraggio in tempo reale della raccolta in tutta la Regione e il ruolo dell’Avis nel collaborare attivamente in ciascuna realtà per far meglio aderire la programmazione della raccolta con le effettive esigenze.

La mattinata di domenica, si è aperta con il racconto di un’altra esperienza di monitoraggio e gestione della raccolta nel territorio presentata dall’Avis provinciale di Vercelli, a conferma della necessità di operare proattivamente sul territorio.

Il corso è poi proseguito con l’intensa attività di 3 gruppi di lavoro impegnati ad approfondire i temi degli organi associativi e rappresentanza, delle responsabilità degli organi e di una prima analisi di un ventaglio di proposte per le ricorrenze, nel 2017, del 90° dell’Avis nazionale e il 45° del regionale Piemonte.  I contenuti dell’attività dei singoli gruppi sono stati poi oggetto di una presentazione a tutti i partecipanti. La consegna dei diplomi di partecipazione ha quindi chiuso ufficialmente i lavori.

In definitiva, se guidare una comunale è complesso, il corso ha arricchito il bagaglio dei partecipanti di strumenti e conoscenze per poterlo fare al meglio.

 

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