Lunedì, 04 Luglio 2016 10:00

Giubileo dei Donatori a Vicoforte - Domenica 3 luglio 2016

Intervento di ringraziamento del Presidente Regionale Giorgio Groppo indirizzato al Vescovo celebrante

Eccellenze Reverendissime,

innanzitutto vorremmo manifestarVi tutto il nostro sentimento di gratitudine per aver accettato il nostro invito a guidarci nel Giubileo dei donatori di sangue dell’Avis Piemonte .

 

 

“Gesù Cristo è il volto della misericordia del Padre. Il mistero della fede cristiana sembra trovare in questa parola la sua sintesi”: così si apre la “Misericordiae Vultus” la bolla di indizione del Giubileo straordinario della Misericordia che Papa Francesco ha pubblicato lo scorso anno e non vi è nulla di più  giusto e di più vero in quanto “Abbiamo sempre bisogno di contemplare il mistero della misericordia. È fonte di gioia, di serenità e di pace. È condizione della nostra salvezza. “

Papa Francesco ha scelto di aprire il giubileo l’8 dicembre perché è una data carica di significato per la storia recente della Chiesa , nel cinquantesimo anniversario della conclusione del Concilio Ecumenico Vaticano II.

Già Papa Giovanni XXIII iniziò una svolta e nel suo discorso di apertura del Concilio Vaticano II disse: “Oggi la Chiesa preferisce usare la medicina della misericordia piuttosto che della severità” e ciò che Papa Paolo VI riprese alla fine nel  suo ultimo discorso nella Aula conciliare quando si domandò: Che cosa è la spiritualità del Concilio? Vuol dire: Che cosa sarà l’eredità del Concilio? La sua risposta fu chiara: “La spiritualità del Concilio è quella del Buon Samaritano, cioè lasciarsi toccare della compassione, uscire sulle strade e abbassarsi nel sporco della strada, fascinare le ferite delle persone cadute nelle mani dei briganti - briganti di diversissimi tipi - e pagare anche per loro, e questo oltre gli obblighi della pura giustizia.”

La Chiesa sente il bisogno di mantenere vivo quell’evento e così anche noi, in questa giornata piena di simboli.

Il primo simbolo è l’8 Dicembre perché oltre ad iniziare il Giubileo, è anche la ricorrenza dell’Immacolata Concezione e noi oggi ci ritroviamo qui, a celebrarlo sotto l’effige della “Madonna con il Bambino” alla quale ci sentiamo uniti nella sua maternità spirituale ed alla quale ci rivolgiamo perché protegga le nostre famiglie, il nostro servizio al prossimo e quanti sono nella sofferenza o nell’abbandono.

Il secondo simbolo è Maria e Gesù che sono stati i primi donatori: Maria che ha donato Gesù e il figlio di Dio ha donato il suo sangue per la salvezza dell’umanità, ed allora questi simboli evocano una unità ancora più forte con i labari dei donatori di sangue che rappresentano il dono della vita e ripensando a tutto il sangue che viene versato nelle guerre e nelle uccisioni, oggi, qui, lo raccogliamo idealmente per donarlo a tutti gli uomini del buon volere.

Dom Chautard ne “L’anima di ogni apostolato” affermava che “Dio vuole che normalmente gli uomini siano istruiti da altri uomini” e “solo Gesù Cristo ha versato il sangue, solo lui ha redento il mondo, e avrebbe potuto anche applicare da solo i benefici della redenzione agli uomini. Vuole invece dei collaboratori” e “se l’apostolato è autentico, non è altro che la virtù della carità in azione. Carità verso Dio, ma anche verso il prossimo, perché l’una non sta senza l’altra”.

Oggi più che mai abbiamo bisogno di “Misericordia” , ma abbiamo anche bisogno di perdono e possiamo perdonare un nostro fratello, solo se viviamo in noi questo sentimento e quindi chiediamo a Maria di essere aiutati a rintracciare le radici interiori dell’apostolato esteriore, avendo un cuore libero.

Scrive Kierkegaard nel Diario “solo chi ha provato la disperazione capisce in fondo la Redenzione, perché ne sente il bisogno e col credere io mi difendo dalla disperazione” e quello che contesta è la “considerazione speculativa del cristianesimo”, vale a dire il tentativo di giustificarlo con la filosofia affermando che  ” non si tratta di giustificare ma di credere” e la fede non va dimostrata ma va testimoniata.

Ecco, siamo in una società carente di testimoni per cui diventa difficile impegnarci e solo se abbiamo una carica interiore, possiamo davvero riuscire efficacemente nella nostra opera di apostolato.

“L'uomo contemporaneo ascolta più volentieri i testimoni che i maestri, o se ascolta i maestri lo fa perché sono dei testimoni”: questo famoso passaggio dell’Esortazione apostolica Evangelii nuntiandi, n. 41, dell’amatissimo Paolo VI richiama non solo alla testimonianza personale ma anche a quella dell’unità della Chiesa e quindi questa giornata è per noi un dono da vivere fraternamente da oggi con più vigore, con tutti gli uomini di buona volontà, nelle opere di carità, perché è l’amore che ci spinge, l’amore che può tutto e genera speranza nel cuore di ogni uomo.

Giorgio Groppo

Presidente Avis Piemonte

 

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